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Forse non tutti sanno che 22 lug 2026

Da Treviglio a Cuba, l'incredibile viaggio del SAME Ariete

Ci sono storie industriali che sembrano uscite da un romanzo d'avventura. [...]

Ci sono storie industriali che sembrano uscite da un romanzo d'avventura. Una delle più affascinanti custodite nel nostro Archivio Storico e Museo ci porta indietro nel tempo fino alla fine degli anni Sessanta, su una rotta decisamente insolita: quella che unisce Treviglio a Cuba.  

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Il protagonista è il leggendario SAME Ariete, il gigante a quattro ruote motrici che divenne il simbolo della proiezione internazionale della nostra azienda. Tutto ebbe inizio nel luglio del 1968, quando Fidel Castro – per far decollare la produzione agricola nazionale (il Plan Arroz per la coltivazione del riso) – scelse proprio la tecnologia di Treviglio per modernizzare i campi cubani.

Un documento dattiloscritto, trovato sul retro di una fotografia, aggiunge alcune informazioni su questa particolare commessa: “le prime centinaia dei 2.500 trattori commissionati da Fidel Castro sono partiti alla volta di Cuba: […] i trattori SAME sono stati scelti come i migliori a soddisfare il programma di trasformazione agricola – il passaggio cioè dalla monocultura intensiva della canna da zucchero alla produzione del riso e del caffè.”

Questa vicenda trova riscontro anche nei registri di immatricolazione delle macchine conservati in Archivio Storico SDF. Scorrendo riga per riga i dati riportati, salta all’occhio la scritta “Cuba” in rosso che si ripete continuamente per esattamente 2.503 volte. I registri sono documenti preziosi in quanto forniscono informazioni sulle vendite dei singoli trattori, identificati dal numero di telaio, in particolare per quanto riguarda la loro destinazione.

Lo sapevate che…?

L'Ariete fu un successo globale clamoroso: fino al 1973 ne vennero venduti ben 7.752 esemplari in 53 mercati internazionali (tra cui spiccano oltre a Cuba, la Francia con 458 unità e il Venezuela con 500). Possiamo non a caso affermare che fu davvero una macchina rivoluzionaria.

Nel 2020, uno dei rarissimi superstiti francesi dell'Ariete è rientrato in patria. Grazie a un meticoloso lavoro di restauro basato sui disegni originali dell'Archivio, il trattore è stato riportato al suo splendore originale, preservando persino le targhette laterali e il cruscotto d'epoca.

Se volete rivivere l'epopea di questo straordinario viaggio transatlantico che ha portato l'ingegno italiano dall'altra parte del mondo, non perdetevi il video-racconto realizzato dal nostro Archivio Storico!

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